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I fatti di Rosarno



Considerazioni sui fatti di Rosarno estratti dal rapporto "Una stagione all'inferno" realizzato da Medici Senza Frontiere (precedente ai fatti di Rosarno):

"il 72% degli immigrati impiegati in agricoltura è privo del permesso di soggiorno; la gran parte della "manovalanza" è composta di lavoratori ricattabili, per la loro posizione irregolare e quindi più facilmente sottoposta a condizioni di lavoro e di vita disumane.
In Calabria, Puglia, Sicilia e Campania esistono situazioni paragonabili ai campi profughi in zone di guerra africane. E non da ieri, ma dal 1999.
Nella Piana di Gioia Tauro, zona di Rosarno, ci sono migliaia di lavoratori stagionali, che sono come una popolazione nomade: si spostano in Sicilia per raccogliere le patate, in Calabria per le arance, in Puglia per il pomodoro e in Campania per le fragole. Vivendo come animali.
il 65% degli immigrati stagionali vive in strutture abbandonate, il 53% dorme per terra e solo il 20% in spazi regolarmente affittati; con compensi che arrivano a 25 euro al giorno. Il 64% non ha accesso all'acqua potabile, il 62% non dispone di servizi igienici.
Per non vedere le condizioni disumane in cui vive questa gente, al termine della stagione si sgombera, come è successo (oltre che a Rosarno) anche nel 2006 a Cassabile nel siracusano. (ci si assicura il "pil" della stagione e poi si fanno sparire le tracce di quella schiavitù contemporanea necessaria alla sua creazione).
Uno stagionale irregolare non cerca assistenza, per paura di essere denunciato ed espulso.

Noi di Bio Rekk pensiamo che essere consumatori attenti e responsabili, vuol dire anche riconoscere ed approfondire questo tipo di realtà non si può girare la testa, far finta di non vedere.
Non ci sono parole per commentare in che stato verte, in Italia nel 2010, una parte importante dell'agricoltura del nostro paese; per dare un'idea solo a Rosarno si raccolgono circa 455 tonnellate di agrumi che finiscono nei mercati di tutta Italia (probabilmente anche in quello sotto casa di ognuno di noi).
"Il cibo a basso costo" nel mercato convenzionale e biologico, nasconde realtà di sfruttamento e ingiustizia sociale. E' una contraddizione che bisogna smascherare.
Bio Rekk ha sempre lavorato per costruire relazioni dirette con i produttori. La volontà è quella di garantire ai propri soci conoscenza e garanzie sulla qualità dei prodotti acquistati collettivamente, e sul rispetto di condizioni di lavoro dignitose e agli agricoltori coinvolti garantire un "prezzo giusto"che valorizzi, sostenga e riconosca l'importanza del loro lavoro.
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Il 12 settembre, dalle 18:30 in Piazza delle Erbe a Padova si cena tutti insieme, a partire da chi è senza lavoro: anche quest’anno Abracciaperte ripropone la cena cittadina gratuita e condivisa...



Il Consorzio Sociale GOEL condanna duramente il grave attentato subito nella notte tra il 25 e il 26 agosto dal Procuratore di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro.

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Il 25 agosto Ecoradio ha intervistato Sara di BioRekk. Argomento della puntata buone pratiche, consumo critico e GAS.



Un lungo articolo di "Venerdì di Repubblica" (23 luglio 2010) sul movimento dei Gas in Italia con riferimenti anche all'esperienza di Biorekk.
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