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La Rivoluzione agricola: Puglia o Veneto?

tratto dalla newsletter della cooperativa El Tamiso

Nelle scorse settimane la cooperativa è stata invitata a partecipare ad un incontro organizzato sul tema delle rivolte che ci sono state nell'estate di quest'anno in Puglia, vicino a Lecce. Come forse molti di voi sapranno, dopo quello che è successo lo scorso anno a Rosarno (in prossimità del nostro storico socio Toraldo produttore di arance), quest'anno in Puglia c'è stata una rivolta dei braccianti agricoli extracomunitari dediti alla raccolta del pomodoro. A coordinare questa protesta c'era Ivan, studente universitario a Torino, camerunense migrato in Italia per studio, che nella serata padovana ci ha spiegato cos'ha trovato in Puglia.

“Ero andato a Nardò perchè un gruppo di amici mi aveva indicato quel posto per lavorare e potermi quindi pagare la retta universitaria. Ho trovato sfruttamento ed estrema povertà. Abbiamo deciso insieme di bloccare la raccolta del pomodoro. La giornata di lavoro iniziava alle 3 e durava fino alle 16 o alle 19. Riempivamo circa 6 o 7 cassoni di pomodoro al giorno (ogni cassone pesa tra i 400 e i 500 kg). Ogni cassone veniva pagato al caporale 15€ dall'azienda agricola che incarica i caporali di trovare manodopera. Il caporale ci pagava 3,50€ a cassone riempito ma nessuno può raggiungere il campo di lavoro senza il caporale. Il caporale ci trasportava ogni mattina e per il viaggio chiedeva 5€. Altri 3,5 € li voleva per il pranzo (un panino) e tutti eravamo costretti a comprare il panino da lui. Solo alcuni di noi avevano un contratto, ma chi è andato dai sindacati ha poi scoperto che i contratti erano falsi perchè non erano stati mai registrati. La nostra protesta è stata raccolta solo da pochi mezzi di stampa, ma siamo riusciti ad ottenere qualcosa: finalmente in Italia è stato introdotto il reato di caporalato. Questo e poche altre cose che non bastano a mettere fine a questo sfruttamento.”

Con queste parole ed il racconto dei volontari che hanno aiutato i migranti nella lotta contro i soprusi, abbiamo portato il nostro contributo alla discussione ricordando prima di tutto che purtroppo anche vicino a noi, in mezzo a noi, ci sono moltissime situazioni di sfruttamento (l'ultima e più famosa è quella riportata da Belloni sulle pagine di Carta nell'inverno 2010 dove si racconta come il radicchio si raccolga nella campagna veneta grazie allo sfruttamento in condizioni veramente “bestiali”).

Abbiamo portato il nostro contributo raccontando, grazie alle parole di Mauro Tognon, che chi vuole fare le cose in regola non lo può fare perchè il prodotto non ripaga assolutamente i costi di un dipendente, anche se il dipendente sarebbe indispensabile per ottenere i prodotti.

Abbiamo fatto presente che se si vuole realmente aiutare chi è in difficoltà, chi sta lottando per i diritti umani (e non solo per i propri diritti) occorre cambiare il modo di fare le cose di tutti i giorni. Occorre capire da dove proviene il prodotto che si mangia, occorre sapere quanto costa produrlo. Occorre conoscere e far conoscere, informarsi ed informare.

Dare un aiuto economico a chi protesta ha un'efficacia che però è limitata, nel tempo e nell'effetto. Se le grandi industrie non ricevono il pomodoro dai campi pugliesi, state pur sicuri che nell'arco di pochi giorni fanno arrivare carichi di pomodoro che arrivano da posti ancor più disperati dei nostri!

Solo informandoci possiamo realmente dare una mano a chi sta protestando, anche per i nostri diritti. Ma non basta guardare trasmissioni di denuncia, bisogna agire attraverso i nostri comportamenti quotidiani.

novembre 2011

Tratto dalla newsletter della Cooperativa El Tamiso
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Tutte le autoproduzioni sono più o meno rivoluzionarie ma fare il pane in casa è la tradizione che, riscoperta, ti riempie la vita di significato e di valore. Lapastamadre è viva e la devi accudire ma, quando l'impasti e la vedi crescere e' gioia pura. Nel nostro ultimo acquisto collettivo abbiamo "spacciato" pasta madre. [Continua a leggere]



Il circolo Legambiente di Limena organizza un corso di formazione teorico-pratica per aspiranti agricoltori urbani: "l'insalata era nell'orto: imparare a coltivare un orto biologico familiare".
Venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 20.45 verrà presentato il corso presso la sala polivalente dell'edificio RIAB in via Bortoletto 55 a Limena (PD).



Il prossimo fine settimana partirà in tutta Italia la campagna di Obbedienza Civile organizzata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Con i referendum è stato cancellato il profitto dalla gestione dell'acqua ma le istituzioni e i gestori non stanno rispettando la volontà popolare.
L'appuntamento è per sabato 4 febbraio dalle 15:00 alle 18:00 in Piazza dei Signori a Padova. 



Il Governo Monti fa marcia indietro.
La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico. È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario. La mobilitazione continua per la piena attuazione del risultato referendario. Si scrive acqua, si legge democrazia
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.