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Comprare biologico sicuro

Come difendersi dagli imbrogli e riconoscere produttori sospetti
tratto dalla newsletter di ottobre 2011 della Coop. La Terra e il Cielo

C'era un tempo in cui il biologico nasceva e cresceva sostenuto da persone animate da ideali, che volevano impegnarsi per il miglioramento dei cibi, dell'ambiente e della salute e lavorare in maniera più collaborativa e solidale. Erano i tempi in cui il biologico era conosciuto solo da pochi. Poi gradualmente è arrivato il successo, è venuta la legge europea, che disciplina il settore e che ha creato gli organismi di controllo, sono cresciuti vari distributori e negozi specializzati e la grande distribuzione ha messo su i reparti del biologico. Così si è arrivati a vedere il settore come uno di quelli in cui realizzare promettenti affari, per il suo tasso di crescita elevato. E qui sono incominciati i guai! La tentazione è grande: far passare per biologiche materie prime che non lo sono, spuntando così un prezzo più elevato, mediamente del 30%.

E in effetti nel sottobosco del biologico ne stanno succedendo di belle! Certificati falsi, merci che partono da magazzini inesistenti, grosse partite contaminate non biologiche, vendite elevate di cereali da terreni che, per dare quelle quantità, dovrebbero produrre 150 quintali ad ettaro, mentre il biologico ne produce 30; arnie di api che dovrebbero aver prodotto 200 kg di miele a testa, mentre la media è di 20, ditte che sono espulse da un organismo di controllo, per imbrogli di cui non si sa niente, e che subito dopo rientrano in un altro organismo di controllo compiacente, continuando a vendere materie prime taroccate; commercianti, mulini, pastifici che si limitano a controllare che non ci sia residuo dei principi attivi chimici più controllati, senza preoccuparsi troppo se la coltivazione sia stata veramente biologica, e via dicendo!

I consumatori come possono difendersi da questi imbrogli?
Certamente fare affidamento su una struttura storica di provata serietà, come la nostra, è una grande garanzia. Ma attenzione perché il settore biologico è sottoposto ad una grande tensione, per la grande concorrenza e per l'afflusso di materie prime estere a basso costo, sulle quali si buttano in tanti, per tenere bassi i prezzi, battere la concorrenza e fare reddito e utili, invece di rischiare di andare in passivo. Anche insospettabili strutture storiche del biologico utilizzano materie prime a basso costo, reperite sul mercato generico, e prendono le farine da grandi mulini che commercializzano il biologico generico, contribuendo alla distruzione del vero biologico italiano.

Come può il consumatore distinguere?
Noi utilizziamo il marchio “Pasta firmataâ€, con il quale dichiariamo tutti i produttori delle materie prime e le località di provenienza. Per vedere tutti i produttori delle materie prime delle varie paste 2011-2012 andate sulla seguente pagina del sito:
www.laterraeilcielo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135&Itemid=129&lang=it

Inoltre abbiamo il logo “Italiano Bio & Equoâ€, con il quale esprimiamo la nostra organizzazione e la nostra modalità e filosofia organizzativa, per tutti i prodotti, come potete visionare a questo link:
www.laterraeilcielo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=134&Itemid=138&lang=it

Questi sono due loghi aziendali, tuttavia per il consumatore è possibile fare un preciso confronto fra produttori, osservando bene la scritta collegata con il nuovo marchio europeo, obbligatorio. La nuova disposizione dà la possibilità di riportare, insieme al logo UE, anche la scritta “AGRICOLTURA ITALIAâ€, ma solo se la materia prima è italiana (vedi logo e scritta in calce)

Noi stiamo riportando questa scritta su tutte le etichette e bobine, mano a mano che quelle vecchie finiscono e la nostra sostituzione è quasi completata. Chi non riporta la scritta “AGRICOLTURA ITALIAâ€, a fianco del logo UE, non sta utilizzando materie prime italiane. Ciò significa che sta utilizzando materie prime non identificate, provenienti dal mercato generico delle materie prime biologiche.

NON FATEVI INGANNARE! Al momento attuale, se i produttori italiani non riportano questa scritta, non c'è garanzia sulla provenienza delle materie prime e sulla loro genuinità biologica.

APRITE GLI OCCHI ED OSSERVATE L'ETICHETTA: troverete la sorpresa di vedere quanti pochi possono scrivere “AGRICOLTURA ITALIA†e sappiate che quando altri si adegueranno, trattando solo materie prime italiane garantite, i prezzi diventeranno più elevati, ma la garanzia anche, come pure la difesa dell'agricoltura biologica italiana, dell'ambiente e dell'occupazione. Grazie!

broccolo fiolaro

Tratto dalla newsletter di ottobre 2011 della Coop. La Terra e il Cielo


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Tutte le autoproduzioni sono più o meno rivoluzionarie ma fare il pane in casa è la tradizione che, riscoperta, ti riempie la vita di significato e di valore. Lapastamadre è viva e la devi accudire ma, quando l'impasti e la vedi crescere e' gioia pura. Nel nostro ultimo acquisto collettivo abbiamo "spacciato" pasta madre. [Continua a leggere]



Il circolo Legambiente di Limena organizza un corso di formazione teorico-pratica per aspiranti agricoltori urbani: "l'insalata era nell'orto: imparare a coltivare un orto biologico familiare".
Venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 20.45 verrà presentato il corso presso la sala polivalente dell'edificio RIAB in via Bortoletto 55 a Limena (PD).



Il prossimo fine settimana partirà in tutta Italia la campagna di Obbedienza Civile organizzata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Con i referendum è stato cancellato il profitto dalla gestione dell'acqua ma le istituzioni e i gestori non stanno rispettando la volontà popolare.
L'appuntamento è per sabato 4 febbraio dalle 15:00 alle 18:00 in Piazza dei Signori a Padova. 



Il Governo Monti fa marcia indietro.
La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico. È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario. La mobilitazione continua per la piena attuazione del risultato referendario. Si scrive acqua, si legge democrazia
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.